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Terrasìa
terra respirante

Promemoria dell'invisibile

16-30 aprile 2026

Orto Bistrot - NaturaSì 

piazza Ippolito Nievo 37, 00153 Roma

a cura dell’APS Gart-GardenArt

INAUGURAZIONE

giovedì 16 aprile ore 18

 

L’esposizione si configura come un invito a riscoprire il legame profondo tra essere umano e natura, attraverso le fotografie di Ilaria Turini, le sculture ceramiche di Eugenia Querci, due maschere organiche di Anna Nunzi; linguaggi artistici capaci di evocare dimensioni sottili, invisibili e vitali del mondo che ci circonda. Un percorso sensibile che mette al centro il respiro della terra, la sua memoria e la relazione con l’interiorità. 

Ogni giovedì: 16-23-30 aprile 2026

ore 18 - incontri di musica, libri e poesia

IL 24 aprile  con la mostra partecipiamo a:

RAW- RomeArtWeek for PEACE

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Questa serie nasce da una riflessione sul rapporto tra corpo e natura, in particolare su come l’identità non sia qualcosa di fisso, bensì in continua trasformazione. Qui il corpo non è mai completamente definito: a volte si nasconde, a volte si mescola con elementi naturali quali erba, rami o fiori. Questo perché mi interessa lavorare sull'idea di fluidità, su un'identità senza contorni precisi che cambia, si adatta, si perde e si ritrova. La natura, in questo senso, non è solo uno sfondo, ma si fa presenza attiva, quasi estensione del corpo stesso. Accoglie e, allo stesso tempo, trasforma.
All’interno del lavoro troviamo la riflessione legata alla terra: al ciclo naturale, alla crescita, alla materia organica. Alcune foto richiamano un immaginario quasi agricolo, dove il corpo può essere seminato, coperto, nutrito o può riemergere. In questo senso, il rapporto con la natura non è affatto idealizzato, ma fisico, fatto di contatto, di scambio e anche di trasformazioni inevitabili. Qui tutto si evoca attraverso il gesto, il rito: alcune immagini possono sembrare messe in scena, quasi teatrali, eppure non vogliono raccontare una storia precisa. Piuttosto suggeriscono uno stato, una sensazione. Un momento sospeso tra controllo e abbandono.

Ilaria Turini

Foto Ilaria Turini.avif
Nasce a Roma nel 1985. Dopo gli studi in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Sapienza, incontra la fotografia che diventa presto il suo linguaggio espressivo. Nel 2013 conclude un percorso triennale presso la Scuola Roberto Rossellini come Operatore di Comunicazione Fotografica, specializzandosi in fotografia analogica e tecniche di camera oscura. Nel 2014 approfondisce il suo percorso con un corso di fotografia di matrimonio e una formazione come light designer per il teatro. Nello stesso anno consegue l’attestato in “Professione documentarista: tecniche e strumenti per testimoniare la realtà”. Nel tempo arricchisce la sua formazione attraverso workshop dedicati alla realizzazione e alla narrazione visiva, tra storytelling e reportage. La fotografia, per Ilaria, è un processo continuo di ricerca: ogni giorno esplora, immagina e scrive con la luce, nel tentativo di comprendere chi è e di scoprire nuovi mondi.
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Eugenia Querci è una storica dell’arte e curatrice,    con anni di esperienza nella ricerca e nell’organizzazione di mostre. Dopo aver insegnato all’Università La Sapienza e conseguito un dottorato all’Universidad Complutense di Madrid, negli ultimi anni si è dedicata con grande passione all’arte ceramica, che ha aperto nuove traiettorie, disegnando incontri e scoperte inattese. Ha esposto i propri lavori ad Arte in Nuvola bbe in spazi indipendenti in occasione del RAW (Rome Arte Week).  

Le sue ultime sculture nascono dal desiderio di rendere la ceramica una materia leggera, luminosa, vibrante.  Forme indefinite che rimandano a tanti possibili elementi naturali: ricordi di foglie in movimento, alghe, fioriture, concrezioni marine, ali sollevate dal vento. Ogni lavoro nasce da un gioco della memoria, dalla combinazione percettiva, dal lasciarsi andare al flusso dell’immaginazione per creare qualcosa che sembra ma non è, che suggerisce senza definire, che lascia crescere e espandersi la sua luce interiore. 

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Anna Nunzi è un'illustratrice emergente e stundentessa di incisione presso l'Accademia di Belle Arti di Roma.
La sua ricerca negli ultimi anni si focalizza sulle arti circensi, contemporaneamente a quella sulle pratiche artistiche sostenibili, come riciclo di materiali e progettazione di laboratori in natura e comunità.

Fotografie di Ilaria Turini

"Te sighi come n'anguana" (Tu urli come un'anguana?)

Un corpo si abbandona a un flusso che lo attraversa e lo supera. Non è chiaro se stia emergendo o scomparendo, se si tratti di un gesto volontario o di una resa.
L’acqua e la materia vegetale non fanno da sfondo, diventano parte attiva dell’immagine: accolgono, avvolgono, trascinano. Il corpo perde i suoi contorni definiti e si lascia attraversare da ciò che lo circonda, fino a confondersi con esso.
Non c’è una distinzione netta tra interno ed esterno, tra umano e non umano. Quello che resta è una condizione sospesa, in cui il corpo non è più solo presenza ma processo: cambia, si dissolve per ricomporsi. Ci si muove tra immersione e trasformazione, lasciando aperta la possibilità che ogni passaggio non sia una fine quanto una forma altra di continuità.

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Presenza silenziosa

Figure emergono dalla materia senza definirsi: un corpo che si fa respiro e paesaggio, le foglie immerse nel buio accolgono il passaggio di esseri luminosi difficili da afferrare, un cavallo appare come clavicola umana. Uomo, natura e mondo animale si fondono.

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Danzare una semina

Danzare una semina è un atto rituale e metaforico che unisce il gesto agricolo alla celebrazione della vita, simboleggiando la cura, la fertilità e il legame con la natura. Anticamente propiziatorio, evoca la gestualità fluida nel piantare, trasformando il lavoro in campo in un movimento armonico e consapevole.
 

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Terrasìa

Essenziale e sospesa, questa immagine dello stelo sottile che emerge dal buio in controluce racconta la vita quale espressione di poesia e di meraviglia.
Presenze, esistenze che spesso non riusciamo a vedere se non in determinate condizioni. L'invisibile si manifesta solo ad un occhio attento.

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Pacciamatura

Dopo aver piantato alberi, in permacultura, si usa ricoprire il terreno con la paglia per proteggere il suolo. I benefici principali includono la riduzione delle erbe infestanti, il mantenimento dell'umidità, la protezione dal gelo e il miglioramento della struttura del terreno. Nella foto possiamo percepire una sensazione di trasformazione intensa, quasi caotica, il corpo perde definizione e l'umano diventa tutt'uno con la natura.

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Memento mori

Un bambino trova il teschio di un animale. Il selvatico diventa così strumento per esplorare il mistero della vita. Scopriamo che vita e morte si appartengono: morire è trasformarsi in visione anatomica e simbolica di qualcosa di altro dal visibile.

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Fioretta

Un'inquadratura ravvicinata, molto intima, di mia nonna Fioretta. A lei devo gran parte dell’amore e del rispetto che nutro per la natura e gli animali tutti. Il gesto di portare i fiori alla bocca crea una relazione diretta tra il corpo e la natura.

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Danzare una libertà

Due persone danzano mascherate. Ciò fa perdere loro l'identità che si apre alla possibilità di essere non definita, sospesa e fusa con la natura. Una forma di presenza nuova, forse più consapevole. Apertura verso il rapporto tra noi, la natura e i simboli.

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La Serie "Notte"

Stato mentale - una notte

Le ante di una vecchia casa di campagna ci invitano a guardare attraverso un tempo che scorre, quasi instabile, liquido. Il rapporto interno/esterno (identità/natura) si fa qui più presente. La natura appare come qualcosa che pensiamo fuori ma che percepiamo dentro di noi. 
 
La notte è il momento dove tutto si fa più sottile, silenzioso, mistico, atteso.

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Maschere organiche di Anna Nunzi

Protettori del bosco e delle foglie

Tecnica: carte riciclate fatte a mano, carta giapponese, cartone, colla naturale.

Protettori del bosco e delle foglie sono gli esseri che hanno ispirato la creazione di queste maschere. Chi li impersonifica indossandole, ritorna a se stesso e alla sua creatura interiore. 

 

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Sculture ceramiche di Eugenia Querci

Luci d'ombra

Luce e oscurità, non esistono l’una senza l’altra.

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Corolle sessili

Sperimentando le patine a freddo per un effetto cuoio. 
Una pelle sottomarina da cui fioriscono corolle di luce

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Fluttuante

Muoversi lungo i margini, e scoprire cose nuove.

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Fiorescente

Gusci irregolari che si aprono agli sguardi.

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