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MAIL ART IN ACTION FOR RUGGERO MAGGI

 

Mostra Internazionale di Mail Art dedicata a RUGGERO MAGGI

 

Dal 19 settembre al 29 ottobre 2026 il Museo dei Tasso e della Storia Postale (Cornello dei Tasso, Camerata Cornello, BG) ospita la mostra internazionale di Mail Art “MAIL ART IN ACTION / FOR RUGGERO MAGGI”. Artista, curatore e figura eclettica della scena d’avanguardia internazionale Ruggero Maggi ha fatto della ricerca sociale, etica ed ecologica uno dei fulcri del proprio percorso artistico. Tra i protagonisti della Mail Art dagli anni Settanta, nel 1979 fonda "AMAZON Archive of artistic works and projects about the Amazonic World", un archivio artistico dedicato alla salvaguardia della foresta pluviale, all’Ecologia e alla Natura.

 

Il progetto espositivo, curato da Kappa (performer e storica collaboratrice di Ruggero Maggi, con la quale l'artista ha realizzato numerosi progetti, allestito mostre e promosso eventi) e dal Museo, prende forma dalle opere pervenute al Museo attraverso una call rivolta a mailartisti italiani e internazionali invitati a realizzare una cartolina promemoria (in formato cartolina e tecnica libera) per ricordare Ruggero Maggi recentemente “ritornato al mittente” e il suo percorso artistico e poetico. La mostra è inoltre un’occasione per poter parlare di Arte Postale con i visitatori e i mailartisti che negli anni hanno condiviso la sua progettualità. All’inaugurazione interverranno: Stefano Schiavoni (Direttore del MAM Museo della Mail Art di Montecarotto, AN), Giovanni Fontana (poliartista) e Franco Ballabeni (musicista, artista visivo).

 

Nel Novecento, alcuni artisti iniziarono a guardare agli oggetti quotidiani in modo nuovo. Seguendo le sperimentazioni delle avanguardie, anche lettere, cartoline, timbri, francobolli e buste diventarono strumenti creativi. Fu in questo clima che si affermò la Mail Art o Arte Postale: una rete internazionale di networkers che usano e trasformano gli oggetti postali e il sistema postale in strumenti di libertà creativa, dove le idee viaggiano fuori dai circuiti tradizionali dell’arte e del mercato.

 

"[…] L’Arte Postale può essere uno straordinario mezzo di comunicazione di massa

se concepita come operazione articolabile in due momenti ben definiti:

- come rapporto da individuo a individuo oppure ad un gruppo più o meno ristretto di individui.

- l’esposizione al pubblico di un’operazione di Arte Postale può diventare di massa

poiché si presenta molto stimolante e didattica anche ad un pubblico non qualificato.

Stimolante perché è un incitamento alla comunicazione interpersonale e formativa

per il valore esemplificativo delle sue svariate metodologie tecniche, semplici ed immediate […]”.

(estratto di un testo sulla Mail Art di Ruggero Maggi)

 

Per chi desidera lasciarsi coinvolgere in questa fantastica rete di comunicazione interpersonale, può partecipare alla call “LETTERA APERTA a Ruggero Maggi” per l’edizione 2026 di “M.A.D. Mail Art Day | 16 ottobre | Giornata Internazionale dell’Arte Postale”, ideata da Ruggero Maggi alla fine del 2022 - da quest’anno a cura di Kappa e Stefano Schiavoni ai quali Maggi ha affidato la continuità del progetto - utilizzando i materiali messi a disposizione, nell’apposito spazio all’interno della mostra, per realizzare una cartolina da affidare al servizio postale indirizzata al MAM Museo della Mail Art c/o Palazzo Comunale, 60036 Montecarotto AN.

 

Il 29 ottobre 2026, giorno di chiusura della mostra e primo anniversario della scomparsa di Ruggero Maggi, sarà previsto uno speciale collegamento proprio con il MAM Museo della Mail Art di Montecarotto (AN) che ospiterà dal 16 ottobre 2026 M.A.D. Mail Art Day, per rafforzare e promuovere la sinergia tra Enti interessati alla salvaguardia della Mail Art, con l’intento di completare il percorso già avviato da Maggi per la creazione di un “Archivio degli Archivi”.

 

A seguire l’elenco provvisorio degli artisti le cui opere sono pervenute entro il 4 settembre.

L'elenco completo sarà pubblicato al termine della ricezione di tutti i materiali.

 

ARTISTI PARTECIPANTI:

ANDORRA Julien Rochedreux ARGENTINA Maria Castillo, Floki Gauvry AUSTRIA Monika Lederbauer, Andreas Streicher BELGIO Ria Bauwens (Frips), H. Heip, Thomas Karz/AYNITL, Merlyn Paridaen, Sjoerd Paridaen, Laurent Wilmet BRASILEMarcelo Dola, Hugo Pontes, Marcia Rosenberger CANADA Susan Gold, Karl Jirgens, Mailarta, Snappy, Spike Spence, Ed Varney, La Toan Vinh COLOMBIA Tulio Restrepo DANIMARCA Marina Salmaso FINLANDIA Anja Mattila-Tolvanen FRANCIAVirginie Amat, Christian Burgaud, Veronique Champollion, Michel Della Vedova, Pierre-Yves Freund, Helena Gath, Virginie Loreau, Cristophe Masse, Lyza Sahertian GERMANIA Thomas Behling, Stefan Brand, Brandstifter, Hans Braumüller, Hans Castrup, Dadanautik (Walter Bachmann), Maks Dannecker, Daughter Fidels, Wolfgang Faller, Thomas Glatz, Klaus Groh, Annegret Heinl, Stefan Heuer, Uwe Höfig, Claudia Liekam, Stephan J. Mitterwieser, Susanne Mitterwieser, Andreas Niederau-Kaiser, PtrziaTicTac, Peter Schubert, Lars Schumacher, Susanne Schumacher, Judith Sturm, Horst Tress, Lutz Wohlrab GIAPPONE Shuzo Azuchi Gulliver, Tohei Mano, Keiichi Nakamura, Jack Seiei GRAN BRETAGNA Keith Bates, Michael Leigh GRECIA Nicolas Malevitsis INDIA Renuka Kesaramadu IRAN Neda Mehrjoo ITALIA Walter Accigliaro, Dino Aloi, Franco Altobelli, Antonio Amato, Erika Baggini, Franco Barbato, Vittore Baroni, Pier Roberto Bassi, Elisa Battistella, Nicola Bertoglio, Giuseppe Bertolino, Rovena Bocci, Mariella Bogliacino, Maria Bonaduce, Giovanni Bonanno, Adriano Bonari, Anna Boschi, Elisabetta Bosisio, Marzia Maria Braglia, Viviana Buttarelli, Mariangela Cacace, Mirta Caccaro, Alfonso Caccavale, Loredana Cacucciolo, Carla Cantore, Angela Caporaso, Bruno Cassaglia, Francesca Cenciarini, Giuliana Ceretta, Renato Cerisola, Bruno Chiarlone, Claudio Cignatta, Tiziana Colangelo, Nellì Cordioli, Carmela Corsitto, Carla Crosio, Gianni Cudin, Crescenzio D'Ambrosio, Diana Danelli, Maria Grazia Dapuzzo, Caterina Davinio, Gian Carlo De Leo, Rino De Michele, Fabio De Poli, Albina Dealessi, Domenico "Mimmo" Di Caterino, Annitta Di Mineo, Franco Di Pede, Giovanna Donnarumma, Graziano Dovichi, Cinzia Farina, Lara Favaro, Gretel Fehr, Ilaria Feoli, Mavi Ferrando, Domenico Ferrara Foria, Marino Ficotto, Mimicha Finazzi (Skinaz), Anna Finetti, Giovanni Fontana, Roberto Formigoni, Cristina Fraccaro, Nicola Frangione, Giglio Frigerio, Marco Furia, Antonella Gandini, Ornella Garbin, Claudio Gavina, Guido Gelatti, Annamaria Gelmi, Massimiliano Ghidini, Gianni, Lodovico Gierut, Sergio Gioielli, Robert James Hanrahan, I Miradebora, Luigina Iacuzzi, Gennaro Ippolito, Benedetta Jandolo, Evgenia Kaika, Alfonso Lentini, Silvia Lepore, Pino Lia, Oronzo Liuzzi, Maya López Muro, Gian Paolo Lucato, Yves Malbos (M), Paola Marcucci, Max Marra, Maria Grazia Martina, Anna Mascheretti, Anna Maria Matone, Massimo Medola, Alessia Meglio, Moreno Menarin, Luca Miti & Timmy, Fernando Montà, Riccarda Montenero, Giovanni Morgese, Giancarlo Nucci, Paolo Nutarelli, Cristiano Pallara, Linda Paoli, Stefano W. Pasquini, Fabrizio Pavolucci, Giuseppe Pellegrino, Salvatore Pepe, Salvatore Perchinelli, Silvano Pertone, Peter Hide 311065, Marisa Pezzoli, Riccardo Pezzoli, Bruno Pierozzi, Laura Pintus, Marzia Pollini, Veronique Pozzi Painé, Alessandra Pucci, Rosella Quintini, Gaetano Ricci, Sabina Romanin, Claudio Romeo, Serena Rossi, Fiorenzo Rosso, Lucia Sapienza, Carmela Sarcina, Antonio Sassu, Roberto Scala, Paolo Seghizzi, Elena Sellerio, Luigino Solamito, Alberto Sordi, Cristina Sosio, Lucia Spagnuolo, Antonio Spanedda, Oliana Spazzoli, Celina Spelta, Giovanni e Renata Strada, Piero Tacconi, Camilla Testori, Elsa Testori, Roberto Testori, Larisa Tinta, Elisa Traverso, Ilia Tufano, Emilio Vance, Silvia Venuti, Ada Eva Verbena, Alberto Vitacchio & Carla Bertola, Maria Grazia Zanmarchi, Rolando Zucchini MALESIA Iszuan Ismail, Luqman Rosnan  MESSICO Diana Magallon, José Luis Alcalde Soberanes OLANDA Ever Arts, Ed Hanssen, Rob Komen, Hans Overvliet, Bert Vanden Berghe POLONIA Andrej Dudek-Durer, Raphael Nadolny PORTOGALLO Fernando Aguiar, Cecelia Chapman, Paulo Teles (BroTTas) ROMANIA Ovidiu Petca SERBIA Nenad Vučkvić SINGAPORE Gloria Khe SPAGNA Sabela Baña, Pedro Bericat, Corporation Semiotica Galega, Francisco Gálvez (Deadwax), Rafael Gonzàlez, Maxima Maria Kinsky, Cesar Reglero, Jaume Rocamora, Valdor, Manuel Xio Blanco SVEZIA Henry Grahn Hermunen and Coleagues SVIZZERA Rittiner & Gomez, Ueli Sager TURCHIA Derya Avci UNGHERIA Peter Abajkovics, Tibor Vass USA Roberta Bartel, Boog (@RtH*Le), Joel Cohen (The Sticker Dude), Crackerjack Kid, John Held Jr., GX Jupitter-Larsen, Willie Marlowe, Catherine Mehrl Bennett, Nonlocal Variable, Joey Patrickt, Josh Ronsen, Adam Roussopoulos, Eloise Sherrid, Judith Skolnick, Lauryn Welch, Karen Wood, Reid Wood (State of Being).

 

I lavori pervenuti saranno donati al Museo dei Tasso e della Storia Postale come Fondo Ruggero Maggi “MAIL ART IN ACTION / FOR RUGGERO MAGGI”.

 

 

INFORMAZIONI

 

Titolo: MAIL ART IN ACTION / FOR RUGGERO MAGGI

A cura di: Kappa e del Museo dei Tasso e della Storia postale

Sede: Museo dei Tasso e della Storia Postale, Via Cornello 13, Camerata Cornello (BG)

Inaugurazione: 19 settembre 2026, ore 15:00

Date: 19 settembre – 29 ottobre 2026

Giorni e orari di apertura: da mercoledì a domenica, dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18:00

Note:

Dal 21 al 23 ottobre 2026: la mostra sarà visitabile solo su prenotazione;

24 e 25 ottobre 2026: la mostra sarà chiusa per lavori di riallestimento della collezione permanente del Museo.

 

 

Per informazioni: 0345 43479  info@museodeitasso.com  www.museodeitasso.com

Homo Novus 
di Giosuè Allegrini, critico, curatore, collezionista d'arte

Ruggero Maggi… un nome che evoca profonde suggestioni nel mondo dell’arte contemporanea in generale, e verbo-visuale in particolare, nonché foriero di rinnovati apporti utili alla crescita della stessa. Una creatività esclusiva e particolare, raffinata e originale, è quella del Maestro che parte dai primi anni Settanta del secolo scorso, allorquando Egli iniziò a cimentarsi con i due codici espressivi di comunicazione umana: la parola e l’immagine; o meglio la parola che si struttura in immagine.

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Fu proprio in quel periodo che un giovane Maggi, fresco di studi e d’impegno artistico, venne in contatto con un sancta sanctorum dell’arte del Novecento: il grande Carlo Belloli, l’ultimo esponente dei Futuristi; colui che fu il vero legante concettuale tra il Futurismo stesso e la Poesia Concreta. Per meglio dire, colui il quale anticipò e aprì la strada, di fatto, alla Poesia Concreta: prima ancora di Eugen Gomringer e Konstellationen, prima ancora di Öyvind Fahlström e il "Manifesto of Concrete Poetry" prima ancora dei fratelli Augusto e Haroldo De Campos e di Decio Pignatari, ossia il Gruppo Noigandres. Bene, questo grande futurista, intellettuale, poeta e artista, vedendo i lavori di Ruggero Maggi, esposti in una galleria a Milano nel 1973, ebbe modo di dire: “forse Lei non lo sa, ma questa è Poesia Concreta… e di grande livello!”.

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La Poesia Concreta, per i non addetti ai lavori, è una poesia che non riproduce il senso semantico e il senso estetico dei suoi elementi, ad esempio le parole, con la consueta formazione di contesti ordinati linearmente e grammaticalmente, ma gioca su nessi visivi e nessi di superficie. Esattamente come faceva ieri Ruggero Maggi e continua a fare oggi, seppur con rinnovati strumenti e ulteriori finalità espressive. Non la giustapposizione delle parole nella mente, dunque, ma il loro intreccio nella percezione... Tornando al giovane Maggi, ritengo che un artista ancora in erba, non potesse ambire ad un riconoscimento più grande ed esclusivo di quanto espresso da Carlo Belloli a proposito del suo lavoro.

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Naturalmente molto tempo è trascorso da allora e la ricerca poetica e artistica di Ruggero Maggi si è sviluppata attraverso un florilegio sperimentale che ha coinvolto da un lato ogni possibilità tecnologica (il laser, l'olografia, il neon, frattali) abbinata a sostanze e materie primarie ed elementari del nostro pianeta (come sabbia, rocce, canapa, terra). Il suo linguaggio espressivo è così giunto a declinare elementi di alta tecnologia con materiali primigeni, la sofisticazione con il primitivismo. Peraltro è storia consolidata che il primo a utilizzare il Laser e l’Olografia in arte, in Italia, fu proprio Ruggero Maggi; lo stesso dicasi per l’utilizzo della Teoria del Caos e i Frattali, la Copy Art e la Mail Art, di cui è stato fra i pionieri.

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Un Homo Novus rinascimentale, a tutti gli effetti, in cui convivono l’adesso e l’anticamente, l’adesso e il futuribile; in cui coesiste l’elemento razionale della creatività e l’elemento simbolico-emozionale; in cui convive il post-aristotelismo (come bagaglio tecnico di base) e il neoplatonismo (come intento ideale) con il fine ultimo di giungere ad uno stato di bellezza che in realtà non è valenza estetica, bensì bellezza etica; la bellezza che deriva dalla scoperta del vero, dalla scoperta della verità delle cose e degli accadimenti. La parola e l’immagine non vengono usate da Maggi come mero veicolo internazionale di significati, ma come elemento materiale evocativo di significazione, di modo che significato e significante si condizionano e si esprimono reciprocamente attraverso la logica tecnologica e la materia primordiale.

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Il vero che si sostituisce al bello, dunque, e che pone sotto la lente d’ingrandimento l’equazione universale Arte - Scienza - Comunicazione - Umanesimo, volta ad una soluzione univoca: la consapevolezza dell’Io sociale dell’essere umano, quell’ego razionale, emozionale e soprattutto solidale, verso di sé e i propri simili.

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Un artista grandemente legato allo spazio interattivo, quello della mail art, di fluxus, del situazionismo, che viene mediato da un approccio creativo legato all’aspetto etico del linguaggio, e d’azione, che si rivolge all'immagine dell’Uomo e alla misura della sua umanità. Che Egli si avvalga di luci laser, di neon, ologrammi, caos, frattali, entropia, copy art, mail art, performance in bilico fra la somma tecnologia e la condizione primigenia di autenticità dell’essere umano, il suo lavoro e la sua ricerca è sempre di natura comunicativa, etica, in una parola: Vera. L'etica di Maggi è infatti l'etica di un'azione umana che si confronta con se stessa e con l’universo che la circonda. In un certo senso l’Artista si pone “oltre la parola”, alla ricerca di un “linguaggio” etico postmoderno; un linguaggio che nel presente della quotidianità si dà come montaggio e articolazione di segmenti iconici e verbali in cui la parola e l’occhio si fondono congiuntamente fra loro, producendo rinnovati effetti semantici di conoscenza, che consentano, a loro volta, di decifrare il troppo spesso ostico e ingrato manoscritto del mondo.

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Artista stimato dai grandi maestri contemporanei, a partire da Joseph Beuys, Shozo Shimamoto, Guglielmo Achille Cavellini, Bruno Munari (ma potremmo fare molti altri nomi…) con i quali coniugò amicizia e proficua collaborazione artistica. Ma una cosa ancora va detta, a tal proposito, un pensiero va ancora speso… ossia l’amicizia profonda che legava Ruggero Maggi con quello che è stato uno dei più grandi (se non il più grande) critico d’arte del secondo Novecento: Pierre Restany. Quel Restany che fu padre del "Nouveau Realisme", padre della "Mec Art" e di molto altro, che amava incontrare Maggi ogni qual volta giungeva a Milano e a cui l’artista dedicò, in una delle sue varie partecipazioni alla Biennale Internazionale di Arti Visive di Venezia, la famosa “Camera 312 - promemoria per Pierre”. Di Ruggero Maggi Restany apprezzava il costante spirito di ricerca, la raffinata vena creativa e le fondamentali basi etiche e umanistiche.

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Da Hiroshima all'Amazzonia, l'artista ha spesso affrontato situazioni e temi legati al destino profondo dell'Uomo, al suo ruolo e alla sua funzione sul pianeta, soppiantando i canoni tradizionali dell'Arte, specie di carattere mimetico e decorativo. Una storia lunga, abbiamo già detto, e parimenti intrigante, di grande respiro internazionale quella di Ruggero Maggi. Artista che dal 1973 ha iniziato a occuparsi di poesia visiva, dal 1975 di copy art, libri d'artista e mail art, dal 1976 di laser art, dal 1979 di olografia e dal 1985 di arte caotica. Un artista che ha partecipato alla 49° Edizione della Biennale d'Arte di Venezia nel progetto "Bunker poetico", e poi ancora alla 52° e 54° Biennale di Venezia e alla 16° Biennale d’Arte Contemporanea di San Paolo nel 1980, e molto altro ancora.

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Maggi è anche un grande Mail Artista, fra i più significativi a livello mondiale, che ha partecipato, nel corso dei decenni, a tutti i più importanti progetti internazionali di Mail Art giungendo a realizzare nel 2017, a Palazzo Zenobio, la 1° Biennale di Mail Art a Venezia, in occasione della Biennale di Arti Visive. E ancora, un altrettanto sublime ideatore e creatore di “Libri d’Artista”, di cui va ricordata a titolo esemplificativo, nel 2017, all'interno di Officina Open presso la Galleria di Arti Visive dell’Università del Melo, la mostra personale “Non solo libri” a cura di Emma Zanella. E ancora, un altrettanto valente critico d’arte e curatore di importanti rassegne espositive, a partire da PADIGLIONE TIBET, di cui è stato ideatore e curatore in occasione delle ultime cinque edizioni (2011-2013-2015-2017-2019) della Biennale Internazionale di Arti Visive di Venezia. Nel 2014 Padiglione Tibet ha partecipato anche alla Bienal del Fin del Mundo in Argentina. Dunque questo figlio di Mallarmé, cugino stretto di Ray Johnson, amico intimo di Pierre Restany appartiene a quel prezioso filone Dada-Futurista, spartiacque fra la l’Arte Astratta Geometrica e l’Arte Astratta Non Geometrica, che tanta soddisfazione ha concesso al mondo dell’arte nel corso del ‘900.

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Esattamente come per la Mail Art, che abbiamo poc’anzi citato. Una forma d’arte molto vicina allo spirito di Ruggero Maggi e che nacque in un tempo in cui esistevano e proliferavano i blocchi contrapposti di potenze Est/Ovest o per meglio dire NATO/URSS; in cui l’America Latina era governata dai regimi dei colonnelli (di cui Maggi ha esperienza diretta, avendo vissuto molti anni in America Latina e in particolare in Perù); l’Africa post colonialista era vista ancora come terra di conquista da parte di faccendieri, mercanti d’arme, dittatori di varia estrazione; l’Estremo Oriente veniva scosso da sanguinosi conflitti e la Cina era sostanzialmente cinta a livello geografico, e ancor più ideologico, dalla Grande Muraglia. In tali contesti la via dissacratoria e non convenzionale della Mail Art aveva avuto a disposizione, come facilmente intuibile, un terreno oltremodo fertile. Così gli artisti iniziarono a costruire una rete di contatti postali sparsi per il globo, utilizzando come impulso creativo quell’unicum fatto di materia e gesto, a sua volta contaminato dal contatto fisico con il viaggio.

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Un legame che portava materiali insignificanti, come carte da pacchi, spaghi, nastro adesivo, piuttosto che cartoline retouché a main, fotocopie, xerocopie - su cui intervenire una volta giunte a destinazione per poi rispedirle al mittente - ad assurgere a dignità di opera d’arte. Il tutto naturalmente violato da francobolli, visti “par avion”, timbri di controllo della Censura di Stato e quant’altro apposto nel corso del viaggio. La busta, il pacco, la cartolina assursero così a rango di opera d’arte con un triplice scopo: creare una connettività a livello globale, prendersi beffa delle censure e delle cesure degli “ismi” mondiali, abbattere la barriera autore/fruitore in quanto il destinatario veniva stimolato a rispondere in maniera creativa. Così l’arte con la A maiuscola anticipa e stimola il progresso; è così che la Mail Art ha anticipato Internet, la rete delle reti, e i moderni Network. Così, del resto, lavorano tutti i grandi Artisti. Ossia precorrono i tempi, sempre e comunque.

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Onore al merito a Ruggero Maggi, dunque, Homo Novus e vero grande Artista.

 

Pavia, lì 12 novembre 2021

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