Salvaticus - Il Sogno
GartMagazine 4/2025 (Iscrizione al Tribunale di Roma - Sezione Stampa ed Informazione - n. 106 del 25-07-2024) pp. 72
Inserto di carta piantabile (semi di erbe selvatiche)
C’è un equivoco che oggi rischia di svuotare il “green” di significato, fino a renderlo una parola di passaggio, buona per tutto e quindi utile a poco. Lo ripetiamo ovunque: nei progetti, nei comunicati, nei discorsi pubblici, nelle immagini patinate. Lo applichiamo a prodotti, eventi, architetture, perfino alle emozioni. E intanto continuiamo a vivere come se la natura fosse una cornice: bella, rassicurante, “da weekend”, ma esterna a noi. Un fondale.
La tesi di questo numero è semplice e, se vogliamo, anche un po’ scomoda: non è la natura che deve tornare al centro, siamo noi che dobbiamo smettere di crederci il centro. Perché la crisi ecologica non è soltanto climatica o ambientale. È prima di tutto una crisi di sguardo, di mentalità, di abitudine. Abbiamo disimparato a vedere il vivente come un sistema di relazioni e abbiamo iniziato a trattarlo come un magazzino di risorse. Abbiamo trasformato il paesaggio in “territorio”, il territorio in “prodotto”, e abbiamo chiamato sviluppo ciò che spesso è soltanto accelerazione. Il green, quando diventa estetica o strategia, rischia di essere la nuova maschera del vecchio dominio: più elegante, più efficiente, forse anche più “responsabile”… ma sempre centrato su di noi.
Ecco perché Gart non racconta il verde come decorazione. Qui il verde non è un colore, è una postura. È coscienza. Perché quando la natura torna coscienza, cambia tutto: il modo in cui progettiamo, coltiviamo, consumiamo, abitiamo. Cambia anche il modo in cui raccontiamo, e questa è la parte più delicata. Non basta dire “sostenibile”, non basta promettere. Serve un’altra grammatica: meno slogan, più ascolto. Meno prestazione, più presenza. In Giappone esiste una parola che amo molto proprio perché non si traduce bene: ma. È lo spazio tra le cose, la pausa necessaria, il vuoto pieno. Quello che non è “niente”, ma è ciò che permette alle cose di respirare, di non collassare una sull’altra. Noi oggi viviamo senza ma. Riempiano tutto: il tempo, le agende, i luoghi, le città, le conversazioni. Perfino la terra. Eppure basta entrare in un bosco, anche per pochi minuti, per accorgersi che l’intelligenza della natura è opposta alla nostra frenesia: un bosco non corre, ma funziona. Non conquista, connette. Non produce per massimizzare, produce per continuare. Questa, oggi, è una lezione contemporanea più di qualunque tecnologia (dall'editoriale di Renato Reggiani).
In copertina: illustrazione di Mrvar Špelca Špelca Mrvar (1981) è un'editor e illustratrice slovena. Lavora nell'editoria slovena da quasi vent'anni, occupandosi principalmente di monografie complesse e impegnative. Ha iniziato a dedicarsi più seriamente al disegno all'inizio dei trent'anni, dopo una svolta segnata dalla partecipazione a laboratori di illustrazione. Il suo lavoro è guidato dalle idee e dalla passione per l'illustrazione non convenzionale, con la natura e le connessioni tra le persone come principali fonti di ispirazione.
Salvaticus - Il Sogno
GartMagazine 3/2025 (Iscrizione al Tribunale di Roma - Sezione Stampa ed Informazione - n. 106 del 25-07-2024) pp. 64
Inserto di carta piantatile (semi di erbe selvatiche)
Ci sono numeri che si costruiscono. E numeri che crescono, come un bosco. Questo Gartmagazine nasce da una trama viva di parole, immagini, acqua, terra e memoria. Un percorso che inizia “dentro” — con la poesia che apre finestre sul paesaggio interiore — e si espande verso il selvatico, il mito, la materia, fino a diventare esperienza collettiva, giardino condiviso, museo a cielo aperto.
Le voci di Laura Anfuso e Laura Bertazzoni ci accompagnano in una natura che non è sfondo, ma presenza viva. La copertina di Milly Miljkovic e la riflessione sull’ecosofia restituiscono all’acqua la sua dimensione sacra, fragile e potente insieme. Con Lia Malfermoni e Maria Paola Gargiulo il racconto si fa radice: spirito del bosco e impegno concreto si incontrano, dimostrando che il cambiamento nasce sempre da ciò che cresce lentamente.
Il selvatico evocato da Daniela Finardi dialoga con gli incontri narrati da Katia Paoletti e l’energia con cui continua a far crescere questo spazio editoriale come un luogo vivo di incontro, ricerca e bellezza condivisa. Le forme di Marco Ferri e lo sguardo di David Aaron Angeli attraversano la materia, esplorando il confine tra costruzione artistica e forza naturale. Ruggero Maggi e Jesús Cisneros aprono lo spazio: l’arte che esce, che si diffonde, che diventa giardino mentale e esperienza condivisa (editoriale di Renato Reggiani).
In copertina: illustrazione di Miljana Miljkovic un profondo interesse per tutte le forme d'arte. Successivamente, si diploma all'Accademia di Architettura di Mendrisio. La sua formazione prosegue alla Scuola di Fumetto e Illustrazione di Torino, dove affina un approccio artistico caratterizzato dalla capacità di integrare le diverse discipline apprese, al fine di costruire un proprio universo immaginario personale. Questo universo è definito da un uso meticoloso, quasi "ossessivo" di combinazioni di colori e forme geometriche, che nasce dal suo desiderio di connettere spazio, forma e colore, una ricerca che porta avanti ancora oggi. La sua carriera professionale inizia nel 2017 come scenografa per progetti cinematografici e teatrali; pa-rallelamente, dedica sempre più attenzione ai progetti audiovisivi e di illustrazione, che diventano sempre più importanti nel suo percorso professionale. Collabora infatti con im-portanti realtà come The Guardian, Adobe, diversi istituti di ricerca svizzeri, SUPSI, Locarno Film Festival, RSI (Radiotelevisione della Svizzera Italiana) e altri. Dal 2021 ricopre la carica di Docente di Scenografia presso il CISA - Conservatorio di Scienze Audiovisive in Svizzera. Dal 2023 è Docente di Animazione e Illustrazione presso il CSIA - Centro Scolastico per le Industrie Artistiche di Lugano. Nel 2025 collabora con la casa editrice Istituto Editoriale Ti-cinese & Casagrande Edizioni per il Diario Scolastico della Svizzera Italiana. Al momento sta lavorando al suo cortometraggio intitolato "Libella", prodotto da AMKA Films e ULMI Film. Sta inoltre portando avanti progetti editoriali che intrecciano riflessioni psicologiche, antropologiche ed ecologiche con la sua ricerca visiva. "Case di Cose" è uno di questi, pub - blicato da Matita Edizioni, attualmente in corso di realizzazione
Salvaticus - Il Sogno
GartMagazine 2/2025 (Iscrizione al Tribunale di Roma - Sezione Stampa ed Informazione - n. 106 del 25-07-2024) pp. 76
Inserto di carta piantatile (semi di erbe selvatiche)
C’è un momento, nella creazione artistica come nella vita, in cui smettere di controllare la direzione diventa l’unico modo per ritrovarla davvero. Questo numero di Gartmagazine nasce proprio in quello spazio sottile tra forma e perdita, tra progetto e abbandono, tra giardino e foresta. La seminatrice di Lia Malfermoni apre simbolicamente un percorso in cui l’atto creativo torna ad essere gesto primordiale. È un’immagine che richiama la filosofia zen giapponese, dove il vuoto non è assenza ma possibilità, dove il silenzio è terreno fertile per l’essenziale.
La copertina di Maria Rubtsova, con la sua forza visiva sospesa, ci introduce a un universo in cui materia e immaginazione si incontrano. Con Maschere | Mets laboratorio entriamo in una dimensione rituale, quasi sciamanica. “Selvatico sarai tu” di Daniela Finardi e Sublime Selvatico. Teatro di figura e narrazione ci parlano di un ritorno all’istinto, alla natura come spazio emotivo prima che geografico. “Smarrrire la direzione” di Maurizio Perissinotto non è una perdita, ma un invito. In Oriente lo chiamerebbero cammino senza meta: un procedere in cui il percorso conta più dell’arrivo. È lì che nascono le visioni più autentiche.
Il Poema urbano di Ruggero Maggi e Il giardino immaginato di Jesús Cisneros chiudono idealmente il cerchio: la città come organismo poetico e il giardino come spazio mentale, luogo di cura, resistenza e rinascita. In Giappone il giardino è una filosofia dello sguardo; in Corea è sempre più un atto politico di riconquista del tempo lento. Qui diventa linguaggio artistico, rifugio e manifesto. Questo numero di Gartmagazine non si limita a raccontare opere e artisti. Costruisce un paesaggio emotivo. Ci invita a rallentare, a osservare, a perderci per ritrovarci (editoriale di Renato Reggiani).
In copertina: illustrazione di Maria Rubtsova. Artista multidisciplinare. Cresciuta in Estonia, vive da quasi vent'anni a Todi, in Italia. Maria lavora nel campo delle arti visive, della grafica, dell'incisione, della stampa e della rilegatura classica.Si è laureata in Design di Gioielli Contemporanei presso l'Accademia di Belle Arti di Tallinn (Estonia) e ha conseguito un Master in Illustrazione Editoriale presso Ars In Fabula, Accademia di Belle Arti di Macerata (Italia). Con il background nel design di gioielli, ama lavorare in miniatura. Il suo lavoro è caratterizzato da una sensibilità minimalista e dalla malinconia poetica nordica. L'insegnamento è una delle più grandi passioni di Maria. Negli ultimi 10 anni ha tenuto numerosi workshop per bambini, adolescenti e adulti. Da gennaio 2025 cura il progetto NewGEN presso ArtEX. In TERRAE INCOGNITAE, oltre a presentare il proprio lavoro, ha curato un'edizione limitata di stampe a puntasecca realizzate dai suoi studenti.
Salvaticus - Il Sogno
GartMagazine 1/2025 (Iscrizione al Tribunale di Roma - Sezione Stampa ed Informazione - n. 106 del 25-07-2024) pp. 68
Inserto di carta piantatile (semi di erbe selvatiche)
Questo numero di Gartmagazine attraversa il tempo come una crepa luminosa: da cui nascono piccoli soli, miti contemporanei, volti selvatici e giardini immaginati. Un percorso che parte dalle stelle di Lia Malfermoni e si radica nella terra viva evocata da Daniela Finardi e Laura Bertazzoni, dove il selvatico non è nostalgia, ma forza originaria che continua a trasformarci.
Il teatro di figura, il kamishibai, le ombre e la drammaturgia sonora diventano linguaggi antichi e attualissimi insieme: strumenti per raccontare l’essere umano nella sua relazione profonda con la natura, con la memoria, con il sacro quotidiano.
La copertina di Holly Cowie e il volto dell’uomo selvatico ci guardano come specchi: ci ricordano ciò che siamo stati e ciò che possiamo ancora essere. L’arte che dialoga con la terra, come nel progetto sul biochar e nel giardino immaginato, non è decorazione, ma gesto responsabile, visione che unisce bellezza e futuro (editoriale di Renato Reggiani).
In copertina: illustrazione di Holly Cowie. Illustratrice e scrittrice, adora disegnare le persone. Realizza laboratori d'arte per bambini e adulti, con sede ai margini del Cairngorms, catena montuosa nelle Highland scozzesi, esplora l'ambiente naturale attraverso il disegno e, nel suo lavoro di illustratrice, si fa strada in mondi immaginari. "Drawing from the Inkwell", la sua newsletter, contiene riflessioni sul rapporto tra le pratiche creative del disegno e della scrittura, e approfondimenti sul suo processo creativo e su ciò a cui sta lavorando.
Salvaticus
GartMagazine 4/2024 (Iscrizione al Tribunale di Roma - Sezione Stampa ed Informazione - n. 106 del 25-07-2024) pp. 78
Inserto di carta piantatile (semi di erbe selvatiche)
Ci sono città che sembrano respirare insieme ai loro abitanti. A Seoul, tra le corsie dei viali sopraelevati trasformati in giardini sospesi e i tetti dove crescono orti comunitari, la natura si insinua come un ricordo antico, come un gesto gentile che nessuno aveva chiesto e di cui tutti avevano bisogno. Non serve spazio infinito: basta un vaso, un seme, un po’ di tempo. Persino un balcone può diventare foresta, persino un cortile può raccontare la storia di un ecosistema.
Questa consapevolezza – che la vita non ha bisogno di molto per fiorire – attraversa le pagine di questo numero di GART come un filo sottile. È la stessa voce che parla nei versi di Tiziano Fratus, dove le Scatole vuote non sono assenza, ma terreno fertile per nuove radici. È quella che si fa luce nell’opera di Laura Bertazzoni, dove l’inverno illumina tronchi spogli e silenzi densi di promesse. Laura Anfuso, con i suoi haiku, intreccia la luna e la consapevolezza come fossero due rami della stessa pianta, mentre Moriana, nell’uomo “senza forma”, ci ricorda che siamo fatti della stessa materia mutevole del vento.
Gli erbari e la memoria di Katia Paoletti raccontano un paesaggio che non è mai solo naturale, ma anche umano, culturale, interiore. E Sarah Flinn, con Io sono te e tu sei me, ci conduce al centro del legame più profondo: quello tra la nostra esistenza e quella del mondo che ci circonda. Anche l’arte postale di Ruggero Maggi nasce come un seme che viaggia: un messaggio affidato alla terra, che attraversa confini e lingue per ricordarci che ogni radice è sempre in cammino (editoriale di Renato Reggiani).
In copertina: illustrazione di Moriana - “L’uomo senza forma”. Artista visiva e illustratrice indipendente nata a Sassari. Dopo una formazione classica ha studiato all’Accademia di Belle Arti Sironi, laureandosi in pittura con una tesi a cavallo tra Fenomenologia dell’Arte Contemporanea e Illustrazione, per poi specializzarsi in Illustrazione Editoriale a Macerata. Il cuore del suo lavoro è la narrazione: attraverso segni essenziali, cromie sospese e atmosfere intime, costruisce mondi abitati da simboli, memorie e silenzi. Non si impone limiti di stile o tecnica: ogni progetto trova il proprio linguaggio visivo, in equilibrio tra ricerca emotiva e libertà espressiva. La sua ricerca attraversa diversi linguaggi – illustrazione, fumetto, editoria – con una costante attenzione al cinema, da sempre fonte di ispirazione e campo d’esplorazione visiva e filosofica. Le sue illustrazioni sono apparizioni silenziose, capaci di raccontare senza spiegare. Collabora con riviste, realtà culturali e progetti musicali. Vive e lavora in Italia.
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GartMagazine 3/2024 (Iscrizione al Tribunale di Roma - Sezione Stampa ed Informazione - n. 106 del 25-07-2024) pp. 56
Inserto di carta piantatile (semi di erbe selvatiche)
Negli ultimi anni l’Unione Europea ha lanciato piani ambiziosi come il Green Deal, il Fit for 55 e il Next Generation EU con l’obiettivo di rendere l’Europa più sostenibile. Ma la realtà è che la maggior parte dei fondi è finita nelle mani di grandi aziende, spesso le stesse che hanno costruito la propria fortuna sull’energia fossile. Sono loro ad aver ricevuto miliardi per mega impianti eolici, centrali per l’idrogeno o progetti industriali su larga scala.
Chi è rimasto quasi del tutto escluso?
Le persone comuni, i cittadini che ogni giorno curano un piccolo giardino sotto casa, un orto condiviso, un terrazzo verde o anche solo qualche pianta su un balcone. Eppure è proprio lì, nei piccoli spazi urbani, che si può fare la differenza in modo capillare e concreto: più verde significa meno calore nelle città, più biodiversità, aria più pulita e un contributo reale alla lotta contro il cambiamento climatico. L’Italia ha un vantaggio unico rispetto a Paesi come Francia e Germania: milioni di balconi, cortili e terrazze che potrebbero diventare una rete verde diffusa. Ma finora nessuno li ha considerati un’infrastruttura ambientale strategica. Le politiche europee continuano a guardare solo ai grandi progetti industriali, trascurando il potenziale delle azioni quotidiane e della partecipazione diffusa (editoriale di Renato Reggiani).
In copertina: illustrazione di Emily Bornoff. Originaria di Londra, ama disegnare e viaggiare per il mondo, assorbendo le fantasie, i colori e la storia dei luoghi. Crescere tra i negozi di antiquariato del padre è stato si-curamente un catalizzatore per il suo percorso come illustratrice. Emily ama illustrare racconti popolari e miti, oltre a stampare e dipingere immagini di animali e del mondo che li circonda. Ossessionata dall'arte di metà secolo, dalle opere di Matisse, Dufy, Vuillard, Bonnard, Derain, Roger Duvoisin, Mary Fedden, Bawden, dalle texture di stampa, dall'inchiostro, dai colori, dai pastelli e dalle matite...
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GartMagazine 2/2024 (Iscrizione al Tribunale di Roma - Sezione Stampa ed Informazione - n. 106 del 25-07-2024) pp. 76
Inserto di carta piantatile (semi di erbe selvatiche)
C’è un respiro che attraversa le Terre Alte, antico come le radici dei larici millenari. Non è un suono, ma un’assenza: il silenzio che precede il canto del vento tra le rocce, l’attesa che trasforma il passo in preghiera laica. Salvaticus non è un luogo, ma un atteggiamento. È rallentare fino a udire il dialogo muto tra erbe selvatiche e roccia, tra uomo e invisibile.
In Val Cembra, dove le nuvole si posano come messaggere tra cielo e terra, abbiamo seguito chi ascolta questo respiro. Ricordi, emozioni che potremo condividere nelle prossime pagine: un attimo, Carlo Signorini ferma la mano sopra un ciuffo di Achillea millefolium e sembra ascoltare. «Le piante non mentono», dice. «Sono gli uomini che hanno smesso di capire». Oggi, una nuova generazione di alchimisti – biohacker, artisti neurali, programmatori con la terra sotto le unghie – riconnette i fili spezzati. Non con antichi grimori (testi di magia), ma con sensori LiDAR, reti generative e database di genomica vegetale (editoriale di Renato Reggiani).
In copertina: Serie - “A man with a hat” - illustrazione di Ania Kropla Malinowska, illustratrice freelance, originaria della Polonia, ora residente in Italia. Si è laureata al Master accademico di primo livello in Illustrazione editoriale Ars in Fabula. Ha trascorso un po' di tempo a dilettarsi con tutti i tipi di illustrazione e ama esplorare e mescolare diverse tecniche di pittura e combinarle digitalmente. Il suo lavoro esplora diversi soggetti che coinvolgono la natura, l'immaginazione e l'esperienza umana. Nella sua arte cerca soprattutto qualcosa di evocativo, inaspettato e profondo. Qualcosa che possa aprire gli occhi sulla realtà che non è necessariamente quella che vediamo immediatamente. Ha studiato anche graphic design e continuato a lavorare come grafica freelance.
Salvaticus
GartMagazine 1/2024 (Iscrizione al Tribunale di Roma - Sezione Stampa ed Informazione - n. 106 del 25-07-2024) pp. 68
Inserto di carta piantatile (semi di erbe selvatiche)
In un mondo sempre più frenetico e tecnologico, esiste un richiamo silenzioso, antico, che ci invita a riscoprire le nostre radici più profonde: quelle che affondano nella terra, tra gli alberi e i miti dell’uomo selvatico e della donna selvatica. In questo nuovo numero di GART, vi invito a seguirci in un viaggio che attraversa continenti e millenni, per esplorare il legame ancestrale tra l’umanità e la natura, un legame che, nonostante tutto, non è mai stato spezzato. Radicare evoca profondità ma anche crescita su basi solide come i maestosi patriarchi delle foreste che popolano le leggende degli antichi.
Il nostro viaggio è iniziato sulle Alpi, tra Italia e Slovenia, dove le leggende dell’Homo salvadego, del Salvan e dell’Om selvadech raccontano di esseri primordiali che abitano le foreste, incarnazioni del lato oscuro e incontrollabile della natura. Questi uomini selvatici, con le loro lunghe barbe e i corpi ricoperti di muschio e foglie, sono i custodi di un mondo perduto, un tempo in cui l’uomo viveva in armonia con l’ambiente circostante, prima dell’avvento delle città, degli eserciti e delle classi sociali. Un’antica sapienza che va scacciata perché le regole della vita di tutti i giorni non li potrebbero contenere. Solo durante i carnevali e le feste paesane antichi echi di queste figure sono evocate e onorate perché in fondo temute come Cassandre di quello che sarà (editoriale di Renato Reggiani).
In copertina: “Le antiche leggi del bosco in mezzo al mare” - illustrazione di Maria Todeschini: è cresciuta e si è formata a Venezia nel campo delle arti visive, frequenta prima il liceo artistico storico della città e in seguito l’Università IUAV di Venezia dove, a marzo 2023, si laurea insieme alla relatrice Agnes Kohlmeyer. I suoi lavori trovano ispirazione principalmente nella ricerca di tematiche magico-immaginali, spesso si tratta di visioni e simboli riconducibili all’infanzia, oppure nativi di una dimensione surreale scovata nella quotidianità del sensibile, un Altrove collocato tra visibile e invisibile di luoghi e non luoghi vissuti e percorsi. Le figure che ne derivano appartengono a percezioni dimenticate, molto spesso riconducibili ad archetipi e a storie collettive. I media che predilige sono il disegno e la pittura, nell’ultimo periodo approcciandosi anche alla stampa d’arte, attratta dal libro inteso come libro d’artista, ma soprattutto come strumento narrativo ed educativo per l’infanzia. Alla sua pratica principalmente pittorico-illustrativa adatta e relaziona anche lavori di fotografia, video e performance.
L'Acqua, scintilla innocente
GartMagazine 3/2021 pp. 80
Chiudiamo gli occhi e siamo lì dove Philippe Jaccottet ci conduce. Al confine del bosco, sotto le chiome dei grandi alberi, la resina, il canto delle foglie al vento, la danza del sole che curva dolcemente tra rami e fronde voluttuose. Respiriamo. D’improvviso, la luce scintilla tra il muschio e le radici, giù in basso, nella terra. Apnea. Sorride ora in rivoli di acqua luminosa. Si conclude così il percorso 2021, a partire dal numero zero, con questa ispirazione donata da Philippe Jaccottet e da noi raccolta attraverso molteplici voci.
Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e condiviso con gioia un’intima connessione con la Natura attraverso le arti e le discipline. Annunciamo l’uscita di un numero speciale GartMagazine, in occasione e quale adesione al movimento di coscienza planetaria “Salviamo il Suolo, il nostro stesso Corpo” - #SaveSoil.org e il proseguimento del nostro impegno editoriale per dare voce alla rete che l’associazione non profit, Gart-GardenArt, ha osservato espandersi in questi anni dalla fondazione e innaffiato come seme verso un polo culturale sul verde che sia condivisione e invito al cambiamento (editoriale di Katia Paoletti).
In copertina: “Water Tree” - illustrazione di Alefes Silva (Bogotá, 1981), illustratore e scrittore. Ha partecipato alla 37ma edizione della Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia “Le immagini della Fantasia” di Sàrmede (Treviso), ottobre 2019 - febbraio 2020. Ha curato numerose illustrazioni e racconti su riviste e libri. “Il mio lavoro si ispira, principalmente, ai sogni e alle sensazioni che essi provocano. I miei personaggi, ad esempio, passano continuamente dalla realtà alla fantasia. Con questo in mente racconto della mia esperienza, di come vedo le cose. Per me, la fantasia è presente nella vita di tutti i giorni. La percepisco nelle persone che conosco. Se i miei personaggi hanno un insetto o l'aspetto di un uccello è proprio per enfatizzare i gesti che già vedo in loro”.
Il Vento un corpo, le mani Nuvole
GartMagazine 2/2021 pp. 66
I fili della connessione con l’Assoluto si muovono dentro di noi; lo percepiamo ogni qualvolta chiudiamo gli occhi e restiamo in ascolto del vento. Ne accogliamo il passaggio, dall’esterno all’interno, dal visibile all’invisibile. Il vento nutre la sensorialità ed abita l’atavico innato rapporto con la Natura. Come richiamo, ci spinge nel bosco. Camminiamo tra rovi aggrovigliati, sotto le fronde di grandi alberi, inebriati dalla resina, nell’andirivieni di luci e ombre che muta in paesaggi sospesi. Illumina a tratti un ciclamino, una felce nella roccia o timidi rivoli d’acqua. Il vento ne traccia la via. Lo seguiamo da foglia a foglia, da corteccia a corteccia, finché qualcosa in noi riconosce e gioisce ad ogni respiro l’aria che ci attraversa, immensità e frammento di nuvola.
[...] a proposito degli alberi e del fiume: mi avevano affascinato non perché assomigliavano ad altre cose ammirabili... nemmeno perché sembravano in grado di mutare o alleggerirsi, ma essenzialmente perché assistevo allora - o perlomeno così credevo - all’incontro di elementi semplici, perché il legno e l’acqua mi facevano scoprire il vento, la luce, o i due insieme; il visibile mi rivelava l’invisibile, l’ostacolo il movimento e la direzione del movimento [...] Entriamo nel paesaggio, sempre più leggeri. Certe verità sono fatte “per lo sguardo pronto e presto distolto di un uccello senza peso”. Una passeggiata freschissima e vorticosa per riportarci al nostro centro (Philippe Jaccottet, Passeggiata sotto gli alberi).
Di passo in passo il piede incontra nella terra l’acqua agli argini del fiume. Mentre affonda, sentiamo salire il vento, la forza creatrice che tutto rigenera. L’arte è pratica e disciplina, cura e rispetto, accoglienza dell’inesplicabile (editoriale di Katia Paoletti).
In copertina: “Arboles” - illustrazione di Alefes Silva (Bogotá, 1981), illustratore e scrittore. Ha partecipato alla 37ma edizione della Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia “Le immagini della Fantasia” di Sàrmede (Treviso), ottobre 2019 - febbraio 2020. Ha curato numerose illustrazioni e racconti su riviste e libri. “Il mio lavoro si ispira, principalmente, ai sogni e alle sensazioni che essi provocano. I miei personaggi, ad esempio, passano continuamente dalla realtà alla fantasia. Con questo in mente racconto della mia esperienza, di come vedo le cose. Per me, la fantasia è presente nella vita di tutti i giorni. La percepisco nelle persone che conosco. Se i miei personaggi hanno un insetto o l'aspetto di un uccello è proprio per enfatizzare i gesti che già vedo in loro”.
Il Suono inascoltato dell'Albero
GartMagazine 1/2021 pp. 90
Via di rinascita, l’Ascolto del Sé intimo e profondo nutre i semi custoditi al di là del tempo e si fa Albero dentro di noi. Ne percepiamo il movimento, ne apprendiamo il processo vitale che fa dell’esistente un miracolo oltre ciò che possiamo pensare, immaginare, sperare o temere. Al di là di ogni idea, si erge il tempio frondoso a cui si torna. L’Albero ci insegna ad essere padri, madri, figli, a relazionarci ad ogni essere vivente attraverso la vibrazione sottile e impermanente che si incanala con il respiro nel nostro corpo. Suono rigeneratore, risonanza, ventre di balena, foresta. Accediamo a qualcosa di maestoso, un po’ come arrampicarsi da piccoli sui rami di un grande albero. Ne tocchiamo la corteccia, la resina ci inebria, allunghiamo le braccia e ci accovacciamo al suo interno. Quando siamo nell’Albero, seduti tra le sue fronde generose, siamo nell’Universo. Nudi, parte di ciò che partorisce galassie. Frammenti di stelle, protetti dal fuoco e portatori di luce. Siamo tutt’uno con la sorprendente natura del Creato.
“Sono giunto alla consapevolezza che per unirsi davvero, “fare di due Uno”, “unificare le dualità”,
"bisogna portarsi nella zona della Luce”
(Ernesto Giorgetti)
Impariamo così che i pensieri, le azioni, le parole muovono la nostra esistenza e ad un tratto appaiono fermarsi, silenziosi. Ne percepiamo l’immensità, la notte, la mappa infinita del cielo stellato. Il cammino sembra svelarsi nel manto buio, invernale, costellato da miriadi di punti luce nella folta chioma di un grande albero: fiori luminosi, poesie. Intoniamo allora il canto e disserriamo le domande più recondite, offrendole alle nuvole fino a farle evaporare e piovere in terra. Concimiamo ovunque ispirazione, creatività, pace, gentilezza, amore. Sulla via della Natura, i cui semi “nascono anche nel fondo degli stagni” (editoriale di Katia Paoletti).
In copertina: “Notte" - illustrazione di Alefes Silva (Bogotá, 1981), illustratore e scrittore. Ha partecipato alla 37ma edizione della Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia “Le immagini della Fantasia” di Sàrmede (Treviso), ottobre 2019 - febbraio 2020. Ha curato numerose illustrazioni e racconti su riviste e libri. “Il mio lavoro si ispira, principalmente, ai sogni e alle sensazioni che essi provocano. I miei personaggi, ad esempio, passano continuamente dalla realtà alla fantasia. Con questo in mente racconto della mia esperienza, di come vedo le cose. Per me, la fantasia è presente nella vita di tutti i giorni. La percepisco nelle persone che conosco. Se i miei personaggi hanno un insetto o l'aspetto di un uccello è proprio per enfatizzare i gesti che già vedo in loro”.
TerrAria
GartMagazine 0/2020 pp. 80
Un’avventura bellissima il viaggio tra la terra e l’aria, tra le radici e il cielo, filo d’erba. Davvero ci muoviamo, “saltiamo”, dall’uno all’altro come in sogno? Di certo in mezzo vi è lo scambio - partecipazione, condivisione - anche quando tutto sembra dissolversi, separarsi. Ciò che apparentemente si mette in moto, vive una propria dinamicità. Abita un tempo e uno spazio visibili quando ci avviciniamo all’arte, l’attitudine che tutto crea e rigenera, alla bellezza compassionevole della natura che tutto compenetra. Ci percepiamo mutati in questo apparente spostamento, trasformati attraverso i sensi. Il corpo si fa leggero e, tra i piedi e l’attaccatura della nuca, si radica e insieme si eleva. Cerca la luce come un fiore e capta il vento. Così creiamo in ogni istante il nostro paesaggio. A volte siamo alberi che fanno spazio ad altri alberi, o rami che si spezzano sotto il peso della neve, o funghi che proteggono i semi. Qualunque sia la nostra espressione creativa, cambia costantemente forma.
Un’onda continua lungo un tragitto invisibile, colmo di infinite possibilità; lì sono tutti i suoni conosciuti e non conosciuti. Se ascoltiamo attentamente, pian piano si perdono i confini corporei e ci immergiamo nell’infinito, in ogni esistenza, come un fiume che giunge al mare. Ci sentiamo a casa, il cuore pulsa al ritmo del respiro. Ci adagiamo sull’erba fresca e gli occhi sono chiusi. Tutto sembra immobile, eppure dentro di noi si muove l’universo che genera passato e futuro. Traccia i contorni di ciò che ancora non sappiamo. Allora una preghiera si erge dal nulla, non si rivolge al cielo né alle radici. Canta gioiosa la bellezza delle montagne, dei fiumi, dei laghi, dei grandi alberi, delle spighe, di tutti gli esseri che, silenti, partoriscono la vita. Li sentiamo scorrere nelle nostre vene e, come scrisse un amico monaco zen, essi sono i nostri antenati! Tra le pagine, a inizio di ogni stagione, si percorrono i gesti artistici e i movimenti di chi non dimentica di fermarsi a contemplare, ringraziare, celebrare e onorare la nostra natura meravigliosa che, frammento dell’universo e della Terra, madre, all’unisono accompagna l’invisibile flusso (editoriale di Katia Paoletti).
In copertina: “Salteador" - illustrazione di Alefes Silva (Bogotá, 1981), illustratore e scrittore. Ha partecipato alla 37ma edizione della Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia “Le immagini della Fantasia” di Sàrmede (Treviso), ottobre 2019 - febbraio 2020. Ha curato numerose illustrazioni e racconti su riviste e libri. “Il mio lavoro si ispira, principalmente, ai sogni e alle sensazioni che essi provocano. I miei personaggi, ad esempio, passano continuamente dalla realtà alla fantasia. Con questo in mente racconto della mia esperienza, di come vedo le cose. Per me, la fantasia è presente nella vita di tutti i giorni. La percepisco nelle persone che conosco. Se i miei personaggi hanno un insetto o l'aspetto di un uccello è proprio per enfatizzare i gesti che già vedo in loro”.
